martedì 24 novembre 2015

Una poesia in più: La strada davanti a casa

C'era una strada sgombra e un uomo su quella via,
c'era il sole e un po' d'ombra, c'era la polvere e casa mia.
Avevo il cuore più grande di una taglia già da un po',
e c'erano tante, tante, tante cose che ancora non so.

Fermo sull'uscio aspettavo, spostando lo sguardo qua e là,
cercavo l'amore, cercavo, negli occhi di mamma e papà.
A chi parcheggiava un momento, rubavo un poco di compagnia,
e con la mia mano sul mento rendevo reale la sua fantasia.

All'arte basta un momento, per dare sfogo hai doni che dà:
ti attizza un buon sentimento, scambia l'impegno per felicità.
Chi se ne andava da casa mia, lo faceva veloce ma col sorriso:
prestavo l'orecchio e la fantasia, poche parole e un tratto deciso.

Poi col tempo ho preso il cammino: andai lontano, me ne andai anch'io
da quel fuoco e quel mio camino, dove avevo casa e il mondo mio.
C'è oggi una strada che è piena, tutti che corrono e tutti che sanno;
gente che dice e non chiede venia, gente che ride mentre mi inganno...

Ma viviamo sognando, c'è poco da fare, sol che alcuni pensan di essere desti
trasformano il niente in cose d'amare, pur di nascondersi e non esser onesti.
E le parole si son complicate, manca il linguaggio del bambino,
che in poche righe mal pensate raccontava i sogni dell'indovino.

C'era una casa e c'è ancora, e un uomo davanti alla soglia,
che aspetta, come faceva allora, qualcuno che passi e un po' di gioia.

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