Siamo invincibili.
Quando un sogno bussa alle
porte della memoria
e le socchiude, affinché
si possa vedere dentro.
Quando inventiamo il tempo
o promettiamo di farlo,
rimandando un attimo di
felicità al “si vedrà”.
Quando accontentiamo tutti
e ci chiediamo se
siamo contenti noi stessi,
ma non rispondiamo.
Quando il treno parte,
quando il treno arriva,
quando cala il silenzio su
tutta la scena.
Quando facciamo i “conti
dei poveri” e poi,
all'improvviso, un sospiro
liberatorio.
Quando anche oggi è
andata.
Siamo invincibili,
quando tutti pensano a se
stessi,
quando il sorriso si perde
e si frantuma.
Quando il suo sguardo, per
un istante,
non ci basta più e ci
chiediamo se durerà.
Quando muore una speranza
troppo definita
e con uno spasmo, nel
letto, torna in vita.
Quando le lenzuola sono
fredde perché, si sa,
i corpi scacciano solo un
tipo di gelo.
Quando siamo soli e in
attesa, perché dai,
prima o poi capiterà
anche a noi, no?
Quando arriva la musica e
la poesia
e ci trovano impreparati e
bisognosi.
Siamo invincibili.
Quando ogni momento ci
chiediamo come fare,
ma poi smettiamo, perché
è più salutare.
Quando chiediamo la
lezione, timidi e insicuri,
perché, chissà come,
tutti dovrebbero fare da sé.
Quando si dice addio,
sperando non sia vero,
ma una voce lo sussurra in
continuazione.
Quando abbracci le ore
piccole, per fare il tempo grande
e allora sorridi, perché
stavolta hai vinto tu.
Quando nessuno ti strappa
via la maschera
(l'hai incollata troppo
bene alle tue buone maniere).
Siamo invincibili,
quando non smettiamo di
sperare
che sperare sia la via.
In quel momento noi,
contro ogni avversità che
rende il globo infesto,
siamo davvero invincibili.
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